Emilio …. “popolo della sinistra, ricominciamo”

ScreenHunter_515 Mar. 13 16.11

Ripartire dall’acqua e dai referendum?

Sono giorni di sconcerto per il popolo di sinistra.
Annichilito e senza idee fa appello ai 5 Stelle e spera nel loro dissenso interno. Ma il problema non è Grillo, il problema è se questo popolo è capace d’esprimere il suo dissenso verso i suoi partiti e sui contenuti.

Grillo ha vinto e ha perso la sinistra. Tutta la sinistra e non solo elettoralmente, è la sua lunga storia che si sta esaurendo…compreso il 1968.
Non sparirà, continuerà ad andare alle elezioni, ma non avrà nulla da dire ai movimenti sociali che drammaticamente si annunciano. Credo spetti al suo popolo cominciare un auto-rivoluzione culturale dal basso, tornando a guardare al mondo e ai tremendi scenari che si annunciano.
Non è solo un gruppo dirigente allo sbando, è un popolo, che acriticamente ha sempre giustificato tutte le  parabole degenerative dei propri partiti.
Il liberismo ha portato il mondo sull’orlo dell’abisso della crisi economica e ambientale e la sinistra non può vivere di pensiero unico o di testimonianza del proprio passato, unita dal solo denominatore: “contro Berlusconi e contro il Vaticano”
La sinistra può vivere solo se comincia a progettare una transizione verso un’idea diversa di sviluppo. Qualcosa che forse Berlinguer aveva intuito, ma che “la questione morale”, che già toccava il suo partito, aveva liquidato in fretta.
Ecco, quel compito è stato assunto dai movimenti: da Seattle, al G8, ai Forum Sociali, dal movimento dell’acqua alla TAV, con tutti i limiti questi movimenti sociali e culturali hanno scritto la politica e hanno cercato inutilmente nei partiti chi potesse rappresentare la loro ricerca e le loro lotte.
Grillo è anche il risultato di tutto ciò.
Non si può quindi ridurre tutto a rottamazione, svecchiamento, riduzione dei parlamentari, finanziamento ai partiti ecc…
Non bastano gli 8 punti di Bersani o i 9 di Renzi sono solo “preamboli”, importanti, ma solo preamboli.
Lo spessore sta nel come si intende affrontare la crisi e hanno a che fare con la politica economica, le privatizzazioni, l’intervento pubblico, i beni comuni.
Cosa immettere allora nel confronto, da dove ripartire?
Da dove era logico ripartire già nel 2011, ovvero da quel grande evento partecipativo che è stato il referendum sull’acqua e il nucleare.
Da 27 milioni di cittadini uniti. Da 4 milioni impegnati per quello straordinario risultato subito cancellato e tutt’ora dimenticato.
Nessun partito ha cercato di relazionarsi a quel popolo senza appartenenza, nessuno ha cercato i promotori dell’evento.
Perchè non ripartire da un atto riparatore?
Dalla democrazia calpestata, dalla partecipazione ignorata, dalla privatizzazione dei servizi indispensabili alla vita svenduti a multinazionali e banche.
Si parla di unità nazionale ma cosa c’è di più unito e di nazionale dell’acqua evocante la vita stessa della comunità? E cosa più di un referendum votato da 27 milioni di cittadini di ogni fede e partito?
Perché non farne un punto emblematico nel confronto tra Centro sinistra e Movimento 5 stelle la cui prima stella del suo simbolo è proprio l’Acqua?
Penso spetti al Forum dell’acqua e al popolo della TAV porre i temi del confronto in atto.
Ma è tempo che i popoli del PD/SEL e della sinistra radicale si mobilitino e dal basso, che diano segnali di dissentire ai loro dirigenti, si esprimano su questi contenuti che ha votato e dimenticato.
Questo popolo non può stare ad aspettare che nel movimento 5 Stelle si determini uno smottamento o si sollevino dissensi.
La partecipazione non si esprime solo nel far vincere il proprio leader ma affermando contenuti capaci di parlare a tutti e unire tutti. La Tav ha unito una comunità e l’ha resa capace di parlare ad una nazione, L’acqua ha unito un popolo e l’ha reso capace di parlare alla nazione e all’Europa.
Ripartiamo da qui: Ripartiamo dall’acqua ripartiamo dai referendum.”
Emilio Molinari

 

commento

Quando ho letto questo APPELLO di Emilio,
ho pensato, io ingenua, stupida , idealista:
la strada c’è
e viene  dal “Basso”,                                                                                                                            non dal basso ventre a cui si dice punti Grillo, dai movimenti ‘dal basso’,                                  quelli che costruiscono il paese per unità di intenti e difesa dei Beni Comuni .
Ci sono persone di sinistra che il “primo Partito” può indicare per fare il Governo, sono presenze importanti, anche per coloro che vorrebbero una SINISTRA più forte, nei contenuti, Vera….e che guarda caso non si distanziano in Nulla dal 5Stelle sulle questioni contenutistiche:
E’ questo che dovrebbe chiedere il “Popolo della Sinistra”

Il tempo delle rivoluzioni di contenuto è ora, e ammettendo che è finita l’ora delle nomenklature.

Ginzburg, Lucarelli, Rodotà, Bagnai, Zagrebelsky, Fo, Strada, ….

Alcuni di questi  volevano produrre con Alba una rappresentanza di sè e sono rimasti travolti da calcoli elettorali non loro…… proprio dalle stesse dinamiche, dagli stessi interessi economici, dagli stessi accordi che tengono in prigione le istanze della sinistra,  dalle stesse  nomenklature che ora dovrebbero, per onore, ceder loro il passo, rendergli merito e ammettere che sono  perdenti, non rappresentano più nessuno, se non un sistema malato e sconfitto incapace di tradurre i bisogni e le speranze della sinistra.

Per cui in fondo dice l’unica cosa saggia: ora molto dipende da cosa -e se- saprà chiedere e ottenere il popolo della sinistra a coloro che “li rappresentano”, anche magari… ribaltando i tavoli.

Ci unisce ha fame, e la “sete” di giustizia sociale,
Acqua pubblica, No-tav, conflitto di interessi, legge elettorale, ineleggibilità dell’immondo, reddito di cittadinanza, una politica etica, le cinque stelle…..
Tornate sui vostri passi, ora che ne avete l’occasione,
e tutti insieme costruiremo un paese migliore….
E’ il tempo del tutto e ora, dei SI o dei NO, dell’Essere o del Fingere.

Oppure niente, costruiremo anche sulle macerie, quelle della democrazia, della giustizia, del Paese abbandonato e non ci fermeremo ora.

Cammineremo insieme più tardi, io ne sono certa.

I.

 

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