Emilio …. “popolo della sinistra, ricominciamo”

ScreenHunter_515 Mar. 13 16.11

Ripartire dall’acqua e dai referendum?

Sono giorni di sconcerto per il popolo di sinistra.
Annichilito e senza idee fa appello ai 5 Stelle e spera nel loro dissenso interno. Ma il problema non è Grillo, il problema è se questo popolo è capace d’esprimere il suo dissenso verso i suoi partiti e sui contenuti.

Grillo ha vinto e ha perso la sinistra. Tutta la sinistra e non solo elettoralmente, è la sua lunga storia che si sta esaurendo…compreso il 1968.
Non sparirà, continuerà ad andare alle elezioni, ma non avrà nulla da dire ai movimenti sociali che drammaticamente si annunciano. Credo spetti al suo popolo cominciare un auto-rivoluzione culturale dal basso, tornando a guardare al mondo e ai tremendi scenari che si annunciano.
Non è solo un gruppo dirigente allo sbando, è un popolo, che acriticamente ha sempre giustificato tutte le  parabole degenerative dei propri partiti.
Il liberismo ha portato il mondo sull’orlo dell’abisso della crisi economica e ambientale e la sinistra non può vivere di pensiero unico o di testimonianza del proprio passato, unita dal solo denominatore: “contro Berlusconi e contro il Vaticano”
La sinistra può vivere solo se comincia a progettare una transizione verso un’idea diversa di sviluppo. Qualcosa che forse Berlinguer aveva intuito, ma che “la questione morale”, che già toccava il suo partito, aveva liquidato in fretta.
Ecco, quel compito è stato assunto dai movimenti: da Seattle, al G8, ai Forum Sociali, dal movimento dell’acqua alla TAV, con tutti i limiti questi movimenti sociali e culturali hanno scritto la politica e hanno cercato inutilmente nei partiti chi potesse rappresentare la loro ricerca e le loro lotte.
Grillo è anche il risultato di tutto ciò.
Non si può quindi ridurre tutto a rottamazione, svecchiamento, riduzione dei parlamentari, finanziamento ai partiti ecc…
Non bastano gli 8 punti di Bersani o i 9 di Renzi sono solo “preamboli”, importanti, ma solo preamboli.
Lo spessore sta nel come si intende affrontare la crisi e hanno a che fare con la politica economica, le privatizzazioni, l’intervento pubblico, i beni comuni.
Cosa immettere allora nel confronto, da dove ripartire?
Da dove era logico ripartire già nel 2011, ovvero da quel grande evento partecipativo che è stato il referendum sull’acqua e il nucleare.
Da 27 milioni di cittadini uniti. Da 4 milioni impegnati per quello straordinario risultato subito cancellato e tutt’ora dimenticato.
Nessun partito ha cercato di relazionarsi a quel popolo senza appartenenza, nessuno ha cercato i promotori dell’evento.
Perchè non ripartire da un atto riparatore?
Dalla democrazia calpestata, dalla partecipazione ignorata, dalla privatizzazione dei servizi indispensabili alla vita svenduti a multinazionali e banche.
Si parla di unità nazionale ma cosa c’è di più unito e di nazionale dell’acqua evocante la vita stessa della comunità? E cosa più di un referendum votato da 27 milioni di cittadini di ogni fede e partito?
Perché non farne un punto emblematico nel confronto tra Centro sinistra e Movimento 5 stelle la cui prima stella del suo simbolo è proprio l’Acqua?
Penso spetti al Forum dell’acqua e al popolo della TAV porre i temi del confronto in atto.
Ma è tempo che i popoli del PD/SEL e della sinistra radicale si mobilitino e dal basso, che diano segnali di dissentire ai loro dirigenti, si esprimano su questi contenuti che ha votato e dimenticato.
Questo popolo non può stare ad aspettare che nel movimento 5 Stelle si determini uno smottamento o si sollevino dissensi.
La partecipazione non si esprime solo nel far vincere il proprio leader ma affermando contenuti capaci di parlare a tutti e unire tutti. La Tav ha unito una comunità e l’ha resa capace di parlare ad una nazione, L’acqua ha unito un popolo e l’ha reso capace di parlare alla nazione e all’Europa.
Ripartiamo da qui: Ripartiamo dall’acqua ripartiamo dai referendum.”
Emilio Molinari

 

commento

Quando ho letto questo APPELLO di Emilio,
ho pensato, io ingenua, stupida , idealista:
la strada c’è
e viene  dal “Basso”,                                                                                                                            non dal basso ventre a cui si dice punti Grillo, dai movimenti ‘dal basso’,                                  quelli che costruiscono il paese per unità di intenti e difesa dei Beni Comuni .
Ci sono persone di sinistra che il “primo Partito” può indicare per fare il Governo, sono presenze importanti, anche per coloro che vorrebbero una SINISTRA più forte, nei contenuti, Vera….e che guarda caso non si distanziano in Nulla dal 5Stelle sulle questioni contenutistiche:
E’ questo che dovrebbe chiedere il “Popolo della Sinistra”

Il tempo delle rivoluzioni di contenuto è ora, e ammettendo che è finita l’ora delle nomenklature.

Ginzburg, Lucarelli, Rodotà, Bagnai, Zagrebelsky, Fo, Strada, ….

Alcuni di questi  volevano produrre con Alba una rappresentanza di sè e sono rimasti travolti da calcoli elettorali non loro…… proprio dalle stesse dinamiche, dagli stessi interessi economici, dagli stessi accordi che tengono in prigione le istanze della sinistra,  dalle stesse  nomenklature che ora dovrebbero, per onore, ceder loro il passo, rendergli merito e ammettere che sono  perdenti, non rappresentano più nessuno, se non un sistema malato e sconfitto incapace di tradurre i bisogni e le speranze della sinistra.

Per cui in fondo dice l’unica cosa saggia: ora molto dipende da cosa -e se- saprà chiedere e ottenere il popolo della sinistra a coloro che “li rappresentano”, anche magari… ribaltando i tavoli.

Ci unisce ha fame, e la “sete” di giustizia sociale,
Acqua pubblica, No-tav, conflitto di interessi, legge elettorale, ineleggibilità dell’immondo, reddito di cittadinanza, una politica etica, le cinque stelle…..
Tornate sui vostri passi, ora che ne avete l’occasione,
e tutti insieme costruiremo un paese migliore….
E’ il tempo del tutto e ora, dei SI o dei NO, dell’Essere o del Fingere.

Oppure niente, costruiremo anche sulle macerie, quelle della democrazia, della giustizia, del Paese abbandonato e non ci fermeremo ora.

Cammineremo insieme più tardi, io ne sono certa.

I.

 

Pubblicato in Uncategorized | Contrassegnato , | 1 commento

Rete dei Semi Rurali, AGRICOLTURA SOSTENIBILE

Una proposta di legge per salvaguardare l’agricoltura locale
LOMBARDIA A 5 STELLE

http://www.civiltacontadina.it/

nb: saranno a “Fa’ La Cosa Giusta” il sabato 16 marzo 2013, in “Piazza Orti e Giardini” , per la presentazione del Libro “Il Rinascimento dell’Agricoltura Contadina”

 

A Fà La Cosa Giusta 2013: APPUNTAMENTI

Sabato
14:30->16:00 | Piazza Mangia come Parli
Filiera del Grano DESR-PASM: 11 grani antichi per fare il pane. Facciamo il punto
Incontri
Varietà antiche: ci si sgancia dalle industrie sementiere multinazionali, nel rispetto della terra e della salute. Progetto che coinvolge agricoltori, panificatori e gasisti in un Patto di Solidarietà simile a un Sistema Partecipativo di Garanzia (SPG). Il monitoraggio colturale fin qui svolto.
Con Anna Baroni, coltivatrice; Daniela Ponzini, AIAB Lombardia; Luciana Maroni, Resp. Filiera del Grano DESR; M.Cristina Giudici, riprese montaggio. Modera Renata Lovati, Coordinatrice DESR-PASM
A cura di Filiera del Grano DESR Parco Agricolo Sud Milano

Pubblicato in Uncategorized | Contrassegnato , , , , , , , , , | Lascia un commento

Un Movimento Comunitario (lettura a cura di Piotr Zygulski) – Cogoleto, Italy

Oggi vi copio semplicemente un articolo a cura di Piotr Zygulski, un amico di Cogoleto, la sua lettura del messaggio contenuto nel comizio di San Giovanni, scritto  prima degli esiti del voto.

Interessante anche perchè il comizio non era costruito nel senso tradizionale, nella stesura dei testi, ma  “composto” dalla natura dei messaggi di cui i vari portavoce erano latori. Federica, Giulia, Silvana… di cui conosco le battaglie proprie come “cittadine attive”, hanno portato il loro peculiare contributo….e significativo appare che  nel contesto del “manifesto” prodotto dal comizio di Beppe Grillo, tutto ciò appare naturalmente organico nelle sue parti, a prescindere dal fatto che si “compone” di contributi, senza essere “predisposto” (sullo stile del ‘manifesto ideologico’):
il messaggio che credo abbia maggiormente percepito la popolazione può essere molto simile a quello ben enucleato da Piotr.
Ricordiamoci anche del Sulcis, e del motivo per cui hanno votato 5 stelle in protesta di una “sinistra” assente, anche fisicamente, e del fatto che ne deriva : che il voto per il 5 stelle è stato per loro l’unico modo rimastogli di dar voce al loro grido di aiuto. Non dimentichiamo che sono rimasti oscurati dai media, nonostante le lotte, e che non hanno trovato altri interlocutori che gli garantissero una “voce”.

Lo pubblico anche e soprattutto a promemoria dei nostri portavoce neoeletti, e delle persone che vogliono approfondire e sono incuriosite dal progetto.

http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=45132

Un movimento comunitario

di Piotr Zygulski – 27/02/2013

Fonte: Arianna Editrice

Video : http://www.youtube.com/watch?v=wuzf-kDs-V0&feature=youtu.be&t=1h15m23s

Di fronte ad una Piazza San Giovanni stracolma,Alessandro, candidato del MoVimento 5 Stelle, ha affermato che per la prima volta non si è sentito impotente, perché sapeva di essere protetto dalla comunità. Un secolo fa il filosofo Lukács nella sua Ontologia dell’Essere Sociale aveva già scorto i limiti di un individualismo portato alle estreme conseguenze, ossia “una onnipotenza astratta e una concreta impotenza” ed è quindi presumibile che il sentirsi parte di una comunità vitale possa portare, al contrario, ad una sensazione di potenza. Per spiegarmi meglio, intendo una presa di coscienza delle potenzialità dell’individuo quale membro integrante di un percorso più ampio, collettivo. Volendo più propriamente riflettere sulle parole dell’attivista, una sensazione simile l’ho vissuta personalmente in occasione dei referendum del 2011, quando ho prestato attivamente servizio nella campagna referendaria e come rappresentante del “sì per l’acqua pubblica” all’interno dei seggi. Questa volta sono un semplice spettatore, ma posso comprendere perfettamente le parole di questo “grillino”, o meglio, “portavoce”, se preferisce tale appellativo. Tuttavia (sarò forse un po’ ingenuo) non riesco a rimanere impassibile di fronte a simili interventi, frementi di passione e di emozione tale da far dimenticare le cose da dire sul palco, come è avvenuto più volte nel corso della serata. Ho accennato prima all’acqua pubblica; se è vero che i referendum sono ancora in larga parte disattesi, questo non ridimensiona i risultati di quella vittoria, con oltre la metà degli italiani che si espresse univocamente contro la gestione privata. Nello stesso tempo ciò non significa affatto che la battaglia sia terminata, tutt’altro. È, infatti, un tema che sta molto a cuore anche al MoVimento 5 Stelle che, sebbene fosse ancora in forma embrionale, contribuì con tutte le sue forze a raggiungere quel risultato.Federica, capolista alla Camera nella circoscrizione Lazio 1, prendendo la parola ha parlato dell’acqua pubblica come “la nostra prima stella” e si è mostrata particolarmente agguerrita nell’intento di portare anche in Parlamento la voce di chi sostiene che l’acqua debba stare “fuori dal mercato e i profitti fuori dall’acqua”, per elaborare finalmente una legislazione sul tema che recepisca la volontà popolare. Oltre all’acqua pubblica però ci sono altre battaglie che il M5S ritiene fondamentali, dal No Ponte sullo Stretto di Messina e il No MUOS in Sicilia alla popolazione valsusina che – nel capo opposto della Penisola – si batte da anni contro la realizzazione del Treno ad Alta Velocità. Anche perché, come sostiene Beppe Grillo, “il futuro è lento” e questo non nel senso della dicotomia lento/rock di Celentano, ma in quello di Petrini, fondatore di Slow Food, e di Bruno Contigiani, ideatore di Vivere con Lentezza, che ho avuto l’onore di presentare in un incontro pubblico a Cogoleto, dove vivo. Comunità, cultura e ambiente costituiscono un’unica priorità e penso che questa affermazione sia ampiamente condivisa, sicuramente da tutti gli attivisti del M5S. Infatti, la cura del territorio costituisce la prima forma di cultura e non vi è cultura senza comunità, come non vi è comunità senza cultura. Questo perché l’uomo è per sua natura anche un animale simbolico e la riproduzione della comunità sul piano simbolico è detta appunto cultura. Possiamo notare quindi che anche il M5S ha la necessità di riferirsi a simboli, che vanno ben oltre le urla colorite del tipo “vaffanculo, tutti a casa” e una generica “onestà e trasparenza” (su cui può ottenere facilmente un ampio consenso). Con la proiezione di alcuni brevi interventi, entrano così nel pantheon cinquestelle personaggi quali Pasolini, l’umile presidente dell’Uruguay Pepe Mujica, e poi i martiri Vittorio Arrigoni e Peppino Impastato, tutte figure “resistenti”. Ciò per sfatare il luogo comune secondo cui il M5S sarebbe solo protesta e non anche proposta. E tra le proposte, molte stanno divenendo realtà nelle amministrazioni locali ove il MoVimento è presente. Si tratta quasi esclusivamente di iniziative con un minimo comun denominatore, quello comunitario. In tal senso, si sostiene che la sfera economica debba essere subordinata a quella comunitaria. Non serve a nulla rievocare fascismi o comunismi, basterebbe piuttosto rammentare gli articoli della Costituzione economica italiana.

“Abbiamo sdoganato parole quali comunità e solidarietà” ha detto con un po’ di orgoglio Beppe Grillo, che – con la sua ben nota esuberanza – ha voluto sottolineare gli sforzi per contrastare la tendenza a svuotare il significato dei vocaboli e la cancellazione di quelli più scomodi dal dizionario della Neolingua italiana, che avviene secondo un meccanismo analogo a quello descritto da Orwell in 1984. Vorrei pertanto accogliere con entusiasmo il ritorno della parola comunità, che è stata ribadita anche nell’intervento della candidata alla presidenza della Regione Lombardia Silvana Carcano che si è espressa nei seguenti termini: “non c’è dignità della singola persona se non c’è dignità di tutta la collettività; e viceversa: non c’è dignità di tutta la collettività se non c’è dignità della stessa persona”, scagliandosi poi contro il “totalitarismo più subdolo, più infame, che è quello del totalitarismo del denaro”, la cui conseguenza è l’annientamento della dignità umana. Affermazioni che suonano assai familiari a chi come me ascolta quanto va ripetendo da anni Costanzo Preve, ad esempio nel suo Elogio del Comunitarismo (Controcorrente, Napoli 2006) ove ricerca filosoficamente il rapporto dialogico tra individuo e comunità.

Si potrebbe comunque obiettare che nel MoVimento 5 Stelle siano presenti anche tendenze che sono ascrivibili all’ideologia sistemica, ad esempio una certa retorica delle nuove tecnologie, la quale può assumere peraltro sfumature individualistiche. Penso che ciò sia innegabile, ma che fortunatamente, grazie anche al carisma di Beppe Grillo, al momento tutte le istanze siano conciliate abbastanza armonicamente. Questo può avere luogo solamente se si continuerà a tener presente la distinzione tra mezzo tecnologico e fine, che è – o almeno dovrebbe essere – la felicità dell’uomo, in altre parole la sua piena realizzazione, che può avvenire solamente in ambito comunitario. Se il M5S riuscirà a dare un contributo in tal senso lo vedremo in Parlamento, sarà un piacere.

Piotr Zygulski

Tante altre notizie su www.ariannaeditrice.it 

——————————————————————————

Sempre oggi un altro scritto di interesse: ricevo e inoltro dal Movimento 5 Stelle Pavia http://www.listacivica5stellepavia.it/

http://www.listacivica5stellepavia.it/?p=6225

Milioni di italiani hanno dichiarato col voto di non poter più seguire un PD il cui progetto si fonda sull’obbedienza al Volere dei Mercati (ripetendo fedelmente le giaculatorie di Monti). Negli ultimi decenni si è aperto un baratro fra i principi della Costituzione e le pratiche di governo. Nella Costituzione troviamo scritta la sovranità popolare, il diritto al lavoro, il diritto alla salute, il diritto alla cultura, il precetto di orientare l’economia secondo il PRINCIPIO SUPREMO dell’utilità sociale (cioè del BENE COMUNE). Possiamo dire, con Calamandrei, “LO STATO SIAMO NOI”. Lo Stato, NON i governi. Perché i governi hanno fatto il contrario: hanno smontato lo Stato, ridotto lo spazio dei diritti, svenduto le proprietà pubbliche, anteposto i profitti al pubblico interesse, promosso la macelleria sociale e la creazione di “generazioni perdute” di giovani. In nome di una concezione miserabile dell’economia come cieca obbedienza alle manovre della finanza, genuflessione ai mercati, concentrazione della ricchezza e impoverimento dei più, la democrazia è stata sospesa e mortificata. Politica è il pubblico discorso fra cittadini, che ha come fine la pubblica utilità, come regola la democrazia. Antipolitica è regolare le sfere vitali della comunità (economia, società, etica) sfuggendo alle regole della democrazia, ponendo l’impersonale supremazia dei mercati al di sopra di ogni istanza di giustizia, di libertà, di eguaglianza. I cittadini che protestano contro tanta violenza, hanno più voglia di politica di tanti che la fanno per mestiere, storditi dai tatticismi di partito. Questo è il senso del travolgente referendum sulla proprietà pubblica dell’acqua, questo è il senso del successo-tsunami del MoVimento 5 Stelle

Pubblicato in Uncategorized | Contrassegnato , , , , , , , | Lascia un commento

Presentazione del programma e dei candidati del M5S Lombardia (provincia di Milano)

Il gruppo di Trezzano, per le elezioni regionali in Lombardia, ha organizzato un evento divulgativo per i cittadini in cui ha illustrato il programma regionale presentato per le elezioni e i candidati della Provincia di Milano.
Durante il pomeriggio del 26 gennaio sono stati invitati i cittadini a confrontarsi su ognuno dei 13 temi del programma e direttamente con i loro candidati.
La presentazione prevedeva due introduzioni, una esplicativa del metodo di lavoro applicato per giungere alla versione attuale del programma e con quali strumenti potervi partecipare, la seconda del procedimento di costruzione di una lista come la nostra, iniziata con l’autocandidatura di 118 persone, la messa on line dei loro curriculum, le interviste on line e dal vivo (graticole), e il voto che poi ha determinato l’ordine di lista

Elaborato a cura di  Ileana Bego e Andrea Spadacini, evento realizzato  con il supporto di Alessandro Curti e Paolo Cicerone- e di tutto il gruppo del Parco Agricolo Sud
(Grilli del Parco Agricolo sud- meetup)

Slide della presentazione de “Il Programma ai Cittadini”
Presentazione del programma per Regione Lombardia e dei candidati della provincia di Milano 

https://viaggionelmovimento.wordpress.com/?attachment_id=162

Video: on line a breve

Pubblicato in Uncategorized | Lascia un commento

Reddito di Cittadinanza- Reddito Minimo Garantito

Colgo l’occasione per mettere un pò di documentazione su questo importantissimo argomento, che ha bisogno prima di conoscenza e approfondimento, per cui aggiungo oggi una nota “documentale” .

Questo uno dei tasselli del lavoro iniziato http://www.beppegrillo.it/listeciviche/forumliste/lombardia/2012/07/le-competenze-della-regione-e-il-lavoro.html

Riporto inoltre alcuni link a materiale informativo utile per conoscere il tema:

Grundeikommen (reddito di base) in cui sono affrontate da un punto di vista teorico (prima parte) e poi pratico con tanto di calcoli (seconda parte) le implicazioni di un reddito di base garantito a tutti i cittadini in modo incondizionato. I temi affrontati sono: rendere indipendente lo stato sociale dalla tassazione sul reddito (ricatto occupazionale), tassazione negativa, introduzione di una superIVA come tassa sui consumi omnicomprensiva, regolazione della tassazione nel commercio internazionale, liberazione di risorse creative che contribuiscano a migliorare il modello sociale e produttivo, equità sociale. Qui il link al film con sottotitoli in italiano:
http://dotsub.com/view/26520150-1acc-4fd0-9acd-169d95c9abe1
(per una spiacevole quanto sospetta coincidenza il film è stato rimosso da youtube…). Aspetto commenti e proposte per una discussione approfondita😉

Interessante anche il sito di Basic Income Network Italia:
http://www.bin-italia.org/ A partire da oggi (la discussione era di gennaio 2012)  a Roma

DOCUMENTAZIONE : http://www.bin-italia.org/pubblicazioni.php

La raccolta firme
http://www.bin-italia.org/informa.php?ID_NEWS=344 http://www.bin-italia.org/informa.php?ID_NEWS=345

redditopertutti[ news recenti sulla raccolta firme: #approvatela http://www.bin-italia.org/informa.php?ID_NEWS=475 ]

Grundeinkommen

 http://www.grundeinkommen.de/content/uploads/2011/10/11-10-09-mindesteinkommen-grundeinkommen-europa-en.pdf

http://www.grundeinkommen.de/content/uploads/2011/10/11-10-09-mindesteinkommen-grundeinkommen-europa www.grundeinkommen.de

http://www.grundeinkommen.de/content/uploads/2011/09/social-security-fact-sheet-finland.pdf

http://www.grundeinkommen.de/content/uploads/2011/10/ubersichtstabelle-grundeinkommen-grundsicherungen_englisch.pdf

http://www.grundeinkommen.de/content/uploads/2011/10/ubersichtstabelle-grundeinkommen-grundsicherung

www.grundeinkommen.de

(da un mio doc di riepilogo di una discussione in febbraio 2012, su un gruppo di attivisti del 5 stelle nazionale)

La documentazione che ci fornisce il collettivo Sanprecario:

link per il rmg regionale http://quaderni.sanprecario.info/old/media/Q1-Welfare_metropolitano.pdf
e questo per la proposta nazionale (da pagina 227) http://quaderni.sanprecario.info/old/media/San_Precario_Quaderno_3.pdf

sanprecarioIl collettivo San Precario: www.precaria.org

BIN : Breve relazione costi e finanziamento RBI, dicembre 2011http://www.bin-italia.org/pdf/Breve%20relazione%20costo%20e%20finanziamento%20RBI-%20dic%202011%20%283%29.pdf

CHOOSY WORKFARE   http://www.slideshare.net/diedicar/choosy

MAPPA EUROPEA DEL REDDITO DI BASE http://www.globalproject.info/public/resources/pdf/mappa_europea_reddito.pdf

 

correlati:

  http://www.agoravox.it/Reddito-minimo-di-cittadinanza.html

http://temi.repubblica.it/micromega-online/rodota-il-reddito-di-cittadinanza-e-un-diritto-universale/

Questo il “volantino” riassuntivo per le proposte di punta per il Parlamento del m5s:

ScreenHunter_408 Feb. 07 14.58

Pubblicato in Uncategorized | Contrassegnato , , , , , , , , , , , , , , | 1 commento

Incontro con i Comitati- Acqua Pubblica in Lombardia

Ho pubblicato per maggiore fruibilità di tutti la parte dell’incontro con i comitati riguardante il dibattito con il Comitato Acqua per la Regione Lombardia qui:

http://lombardiabenecomune.blogspot.it/2013/02/acqua-pubblica-in-lombardia.html

(un blog creato apposta per contenere il materiale e la docu media degli incontri con i comitati)

clessidraacqua
é arrivato il tempo dell’Acqua

Testo:

Giovanna Procacci , comitato acqua pubblica di Milano e Rosario Lembo,Contratto Mondiale per l’Acqua, spiegano il progetto per l’acqua pubblica e le posizioni del comitato acqua per la Lombardia.

Questo incontro nasce dalla volontà di produrre formazione e contribuire ad una maggiore consapevolezza sul progetto di ripubblicizzazione in Lombardia e della tutela dell’acqua diritto fondamentale di ogni uomo e base per rivedere tutto il sistema di tutela dei diritti degli uomini e dell’ambiente.

Il coordinamento ACQUA PUBBLICA LOMBARDIA dichiara a tutti i candidati alla Regione le sue posizioni con questo appello
http://www.acquabenecomune.org/raccoltafirme/index.php?option=com_content&view=article&id=1859:il-coordinamento-lombardo-scrive-ai-candidati-alla-regione&catid=163:notizie-flash
e ci spiega , rispondendo nel dettaglio, ad alcune domande dei presenti.

La nostra risposta : http://www.meetup.com/lombardia5stelle/messages/boards/thread/30739242/#92549242

Comunicato Stampa Movimento 5 stelle Lombardia: http://www.beppegrillo.it/listeciviche/liste/lombardia/2013/01/il-movimento-5-stelle-aderisce-alla-giornata-di-mobilitazione-nazionale-convocata-dal-forum-dei-movi.html

I video dell’incontro

http://www.youtube.com/watch?v=sA9bpbzw3r0&feature=share&list=UUMRnzXJlXUPD2EXLlcUdslw

http://www.youtube.com/watch?v=c1WkMIuf-TY&list=UUMRnzXJlXUPD2EXLlcUdslw&index=6

http://www.youtube.com/watch?v=1pWcCQyJRJI&list=UUMRnzXJlXUPD2EXLlcUdslw&index=5

http://www.youtube.com/watch?v=6r0fBjif-2o&list=UUMRnzXJlXUPD2EXLlcUdslw&index=4

http://www.youtube.com/watch?v=XsNjXMXvh1U&list=UUMRnzXJlXUPD2EXLlcUdslw&index=3

http://www.youtube.com/watch?v=bad10sfQM9A&list=UUMRnzXJlXUPD2EXLlcUdslw&index=2

MondomaniNel frattempo ho avuto il tempo di leggere la Sentenza del Consiglio di Stato numero 00267/2013 e data 25/01/2013

che vi copio

REPUBBLICA ITALIANA

Consiglio di Stato

Sezione Seconda

Adunanza di Sezione del 19 dicembre 2012

NUMERO AFFARE 09710/2012

OGGETTO:

Autorità per l’energia elettrica e il gas.

 

richiesta di parere in merito agli effetti del referendum abrogativo del 12 e 13 giugno del 2011, relativo ai criteri per la determinazione della tariffa del servizio idrico integrato;

LA SEZIONE

Vista la nota di trasmissione della relazione prot. n. 0033500 in data 23/10/2012 con la quale l’Autorità per l’energia elettrica e il gas ha chiesto il parere del Consiglio di Stato sull’ affare consultivo in oggetto;

Esaminati gli atti e udito il relatore, consigliere Roberto Garofoli;

 

 

Premesso

Con nota in data 23 ottobre 2012 l’Autorità per l’energia elettrica e il gas (d’ora in avanti Autorità) ha chiesto al Consiglio di Stato parere in merito alla decorrenza temporale delle funzioni di regolazione tariffaria che l’art. 21, comma 19, d.l. 6 dicembre 2011, n. 201, conv. con l. 22 dicembre 2011, n. 214, ha assegnato alla stessa Autorità nel settore dei servizi idrici.

Anche al fino di meglio chiarire la portata del quesito sottoposto al Consiglio di Stato è necessario ricostruire il quadro normativo di riferimento.

Come osservato, l’art. 21, d.l. 6 dicembre 2011, n. 201, conv. con l. 22 dicembre 2011, n. 214, disposta al comma 13 la soppressione dell’Agenzia nazionale per la regolazione e la vigilanza in materia di acqua, ha assegnato le relative funzioni all’Autorità (comma 19), precisando che le stesse”vengono esercitate con i medesimi poteri attribuiti all’Autorità stessa dalla legge 14 novembre 1995, n. 481“.

Prima che il richiamato art. 21, d.l. 6 dicembre 2011, n. 201, intervenisse ad investire l’Autorità delle funzioni di regolazione e controllo dei servizi idrici, l’art. l0, comma 14, lett. d), del d. l. 13 maggio 2011, n. 70, conv., con modificazioni, dalla l. 12 luglio 2011, n. 106, istitutivo della richiamata Agenzia, aveva assegnato a tale organismo, tra le altre, la funzione di “predispo[ rre] il metodo tariffario per la determinazione, con riguardo a ciascuna delle quote in cui tale corrispettivo si articola, della tariffa del servizio idrico integrato, sulla base della valutazione dei costi e dei benefici dell’utilizzo delle risorse idriche e tenendo conto, in conformità ai principi sanciti dalla normativa comunitaria, sia del costo finanziario della fornitura del servizio che dei relativi costi ambientali e delle risorse, affinché siano pienamente attuati il principio del recupero dei costi ed il principio ‘chi inquina paga“.

Ancora, l’art. 2, comma 12, lett e), l. n. 481/95 – il cui ambito di applicazione è stato esteso al settore dei servizi idrici per effetto del richiamato art. 21, comma 19, d.l. 6 dicembre 2011, n. 201- prevede che l’Autorità “stabilisce e aggiorna, in relazione all’andamento del mercato, la tariffa base, i parametri e gli altri elementi di riferimento per determinare le tariffe (..), nonché le modalità per il recupero dei costi eventualmente sostenuti nell’interesse generale in modo da assicurare la qualità, l’efficienza del servizio e l’adeguata diffusione del medesimo sul territorio nazionale, nonché la realizzazione degli obiettivi generali di carattere sociale, di tutela ambientale e di uso efficiente delle risorse di cui al comma l dell’articolo 1, tenendo separato dalla tariffa qualsiasi tributo od onere improprio“.

Con specifico riferimento ai criteri da seguire nella determinazione della tariffa, l’art. 154, comma 1, d. lgs. 3 aprile 2006, n. 152, prevedeva, prima del referendum popolare svoltosi in data 12 e 13 giugno 2011, che “La tariffa costituisce il corrispettivo del servizio idrico integrato ed è determinata tenendo conto della qualità della risorsa idrica e del servizio fornito, delle opere e degli adeguamenti necessari, dell’entità dei costi di gestione delle opere, dell’adeguatezza della remunerazione del capitale investito e dei costi di gestione delle aree di salvaguardia, nonché di una quota parte dei costi di funzionamento dell’Autorità d’ambito, in modo che sia assicurala la copertura integrale dei costi di investimento e di esercizio secondo il principio del recupero dei costi e secondo il principio “chi inquina paga”. Tutte le quote della tariffa del servizio idrico integrato hanno natura di corrispettivo“.

Gli esiti della richiamata consultazione referendaria sono stati proclamati con il d.P.R. 18 luglio 2011, n. 116, che ha determinato l’abrogazione parziale dell’art. 154, comma 1, d. lgs. 3 aprile 2006, n. 152, a far data dal 21 luglio 2011; nella odierna formulazione, la citata disposizione prevede quindi che “La tariffa costituisce il corrispettivo del servizio idrico integrato ed e’ determinata tenendo conto della qualità della risorsa idrica e del servizio fornito, delle opere e degli adeguamenti necessari, dell’entità dei costi di gestione delle opere, dei costi di gestione delle aree di salvaguardia, nonché di una quota parte dei costi di funzionamento dell’Autorità d’ambito, in modo che sia assicurata la copertura integrale dei costi di investimento e di esercizio secondo il principio del recupero dei costi e secondo il principio “chi inquina paga”. Tutte le quote della tariffa del servizio idrico integrato hanno natura di corrispettivo“.

L’art. 154, comma 1, d. lgs. 3 aprile 2006, n. 152, è stato pertanto abrogato nella parte in cui prevedeva, tra i criteri per la determinazione della tariffa per il servizio idrico integrato, “l’adeguatezza della remunerazione del capitale investito“.

Giova sin d’ora osservare che il comma 2 del medesimo art. 154 demandava l’attuazione di tali criteri tariffari ad un apposito decreto ministeriale (sino ad oggi non emanato), disponendo che: “Il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio, su proposta dell’Autorità di vigilanza sulle risorse idriche e sui rifiuti, tenuto conto della necessità di recuperare i costi ambientali anche secondo il principio “chi inquina paga”, definisce con decreto le componenti di costo per la determinazione della tariffa relativa ai servizi idrici per i vari settori di impiego dell’acqua“.

L’art. 170, comma 3, lett. l), del medesimo d. lgs. n. 152/2006, stabilisce infine che “fino all’emanazione del decreto di cui all’art. 154, comma 2, continua ad applicarsi il D.M. 1° agosto 1996“.

Da ultimo, l’art. 3, comma 1, del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 20 luglio 2012 prevede che l’Autorità “definisce le componenti di costo – inclusi i costi finanziari degli investimenti e della gestione – per la determinazione della tariffa del servizio idrico integrato, ovvero di ciascuno dei singoli servizi che lo compongono compresi i servizi di captazione e adduzione a usi multipli e i servizi di depurazione ad usi misti civili e industriali, per i vari settori di impiego (..)” e “predispone e rivede periodicamente il metodo tariffario per la determinazione della tariffa del servizio idrico integrato, ovvero di ciascuno dei singoli servizi che lo compongono compresi i servizi di captazione e adduzione a usi multipli e i servizi di depurazione ad usi misti civili e industriali, di cui alla precedente lettera c) sulla base del riconoscimento dei costi efficienti di investimento e di esercizio sostenuti dai gestori“.

 

 

Ebbene, l’Autorità, sulla base del descritto quadro normativo, ha avviato il procedimento per l’esercizio del potere tariffario assegnatole in materia di servizi idrici ed in specie per l’adozione del provvedimento tariffario transitorio a valere dal 1° gennaio 2012 ma con effetto sulle tariffe degli utenti finali a decorrere dal 1° gennaio 2013: provvedimento da applicarsi nelle more dell’adozione del metodo definitivo.

Con il quesito in oggetto l’Autorità chiede quindi se già a far data dal 21 luglio 2011 -ossia dalla data in cui ha avuto effetto l’intervenuta abrogazione referendaria dell’art. 154, comma 1, d. lgs. 3 aprile 2006, n. 152, nella parte in cui prevedeva, tra i criteri per la determinazione della tariffa per il servizio idrico integrato, “l’adeguatezza della remunerazione del capitale investito“- debba attendere all’adeguamento della componente remunerativa degli investimenti riconosciuti ai gestori, con espunzione dalla tariffa, quindi, a partire dalla data suindicata, della parte relativa all”adeguata remunerazione del capitale investito“.

La questione -che l’Autorità prospetta in considerazione delle posizioni divergenti al riguardo emerse nel corso delle consultazioni pubbliche avviate in vista dell’adozione del provvedimento tariffario- presenta profili di problematicità perché se è vero -come rilevato- che a far data dal 21 luglio 2011 è stato abrogato l’art. 154, comma 1, d. lgs. 3 aprile 2006, n. 152, nella parte in cui prevedeva, tra i criteri per la determinazione della tariffa per il servizio idrico integrato, il criterio dell”adeguatezzadella remunerazione del capitale investito“, è anche vero che quello stesso criterio è contemplato dal D.M. 1° agosto 1996, di cui l’art. 170, comma 3, lett. l), d. lgs. n. 152/2006, dispone l’ultrattività fino all’emanazione del decreto (non adottato) al quale il citato art. 154, comma 2, del medesimo d. lgs. n. 152/2006, rinvia per l’attuazione dei criteri tariffari indicati al comma 1 dello stesso art. 154.

Con il quesito l’Autorità chiede, pertanto, se per effetto della parziale abrogazione per via referendaria dei criteri di cui all’art. 154, comma 1, d. lgs. 3 aprile 2006, n. 152, debba ritenersi che sia stato ipso iure parzialmente abrogato in modo implicito anche il D.M. 1° agosto 1996 nella parte in cui prevede la remunerazione del capitale investito, “o se invece l’art. 170, comma 3, lett. l), non inciso dal referendum, determini la vigenza del D.M. 1° agosto 1996 fino all’adozione del nuovo metodo tariffario da parte dell’Autorità, da emanarsi sulla base dei criteri stabiliti dall’art 154, comma 1, d.lgs. 152/06, come modificati dal d.P.R. n. 116/11, dall’art. 10, comma 14, lett. d), del d.l. n. 70111, dall’art. 3, comma 1, del d.P.C.M. 20 luglio 2012, oltre che, ovviamente, nel rispetto delle previsioni del Diritto dell’Unione europea”.

 

 

Considerato

Con il quesito formulato l’Autorità, “premesso che l’art. 21, comma 19, del decreto legge 6 dicembre 2011, n. 201, come convertito nella legge 22 dicembre 2011, n. 214, ha sancito che i poteri di regolazione e controllo che l’Autorità può esercitare nel settore dei servizi idrici sono tutti quelli attribuiti all’Autorità (..) dalla legge 14 novembre 1995, n. 481 e fermo restando che l’Autorità si atterrà scrupolosamente, nell’emanazione dei propri provvedimenti, a quanto disposto dal d.P.R. n. 116/11“, chiede “se – alla stregua del quadro normativo come sopra ricostruito – l’Autorità debba tener conto, nell’ambito del richiamato provvedimento tariffario transitorio, anche del torno temporale, precedente al trasferimento ad essa delle funzioni di regolazione e controllo del settore, intercorrente tra il 21 luglio 2011 e il 31 dicembre 2011, chiarendo in particolare in quale rapporto si pongano l’abrogazione referendaria dell’art. 154, comma 1, del D.Lgs. n. 152/06, determinatasi con effetto dal 21 luglio 2011 ai sensi del d.P.R. n. 116/11, e la disposizione di cui all’art. 170, comma 3, lett. I) del medesimo D. lgs. n. 152/06“.

Ad avviso della Sezione assume rilievo decisivo, in sede di soluzione della questione interpretativa prospettata, la esatta determinazione della portata da riconoscere all’effetto abrogante prodottosi in conseguenza del referendum del 12 e 13 giugno 2011, i cui esiti sono stati proclamati con il d.P.R. 18 luglio 2011, n. 116.

Come ricostruito, l’abrogazione referendaria è intervenuta sulla disposizione (art. 154, comma 1, d. lgs. 3 aprile 2006, n. 152) che, statuita la natura di corrispettivo della tariffa del servizio idrico integrato, prevede i criteri — tra i quali quello “abrogato” della adeguata remunerazione del capitale investito — per la determinazione della tariffa, la cui attuazione era demandata al decreto ministeriale cui rinvia il successivo comma 2 dello stesso art. 154.

Come posto in rilievo, peraltro, per effetto della mancata adozione del decreto ministeriale previsto dall’art. 154, comma 1, d. lgs. 3 aprile 2006, n. 152, ha continuato a trovare applicazione, in forza di quanto disposto dalla norma transitoria dettata dall’art. 170 dello stesso d. lgs. 3 aprile 2006, n. 152 , il decreto ministeriale 1° agosto 1996, recante il “Metodo normalizzato per la definizione delle componenti di costo e la determinazione della tariffa di riferimento del servizio idrico integrato” . Tale provvedimento, emanato in attuazione della normativa-quadro all’epoca vigente (art. 13, l. 5 gennaio 1994, n. 36), prevede espressamente che la tariffa di riferimento del servizio idrico integrato sia costituita, in uno ad altre componenti, dalla “remunerazione del capitale investito“.

Ebbene, la Sezione ritiene che per effetto del referendum svoltosi in data 12 e 13 giugno 2011, i cui esiti sono stati proclamati con il d.P.R. 18 luglio 2011, n. 116, in vigore a far data dal 21 luglio 2011, è stato espunto dall’ordinamento il frammento normativo -incluso nell’art. 154, comma 1, d. lgs. 3 aprile 2006, n. 152- che indicava, quale parametro di cui tener conto in sede di determinazione della tariffa per il servizio idrico integrato, quello della “adeguatezza della remunerazione del capitale investito“: criterio, tuttavia, già previsto, come osservato, dall’art. 13, l. 5 gennaio 1994, n. 36 (abrogato dall’art. 175, comma 1, lett. u), d.lgs. 3 aprile 2006, n. 152), che, nel fissare i parametri per la determinazione della tariffa, quale corrispettivo del servizio idrico integrato, rinviava ad un decreto del Ministro dei lavori pubblici, d’intesa con il Ministro dell’ambiente, l’elaborazione di un metodo normalizzato per definire le componenti di costo e determinare la tariffa di riferimento.

E’ necessario, allora, chiarire in che termini l’intervenuta abrogazione referendaria dell’art. 154, comma 1, d. lgs. 3 aprile 2006, n. 152, limitatamente alla parte in cui lo stesso aveva riguardo al parametro della “adeguatezza della remunerazione del capitale investito“, abbia inciso sul riferimento che allo stesso parametro era contenuto nel D.M. 1° agosto 1996.

Anticipando le conclusioni, la Sezione ritiene che l’applicazione fatta dello stesso decreto 1° agosto 1996 a far data dal giorno (21 luglio 2011) in cui il referendum del 12 e 13 giugno del 2011 ha prodotto effetti non sia stata coerente -nei limiti in cui quel decreto contemplava e applicava, per la determinazione della tariffa, il criterio della adeguata remunerazione del capitale investito- con il quadro normativo risultante dalla consultazione referendaria.

Tanto non già in conseguenza -è utile precisarlo- di una estensione degli effetti propri del referendum del 2011 all’art. 170, comma 3, lett. l), d.lgs. 3 aprile 2006, n. 152, laddove stabilisce che “fino all’emanazione del decreto di cui all’art. 154, comma 2, continua ad applicarsi il D.M. 1° agosto 1996“: si tratta di un’estensione che va invero certo esclusa, quella disposizione non essendo in alcun modo stata coinvolta dalla consultazione referendaria e dai relativi esiti.

Al risultato interpretativo illustrato la Sezione ritiene debba pervenirsi sul rilievo per cui gli effetti propri del referendum del 2011 non possono non essersi estesi al D.M. 1° agosto 1996 (cui il richiamato art. 170 rinvia), nella parte in cui lo stesso richiamava ed applicava il criterio della “adeguatezza della remunerazione del capitale investito“.

Giova, al riguardo, considerare che, come ritenuto in dottrina, al referendum abrogativo è stata riconosciuta una sorta di valenza espansiva rispetto alle disposizioni legislative non coinvolte in maniera espressa dal quesito referendario, ma comunque incompatibili con la volontà manifestata dagli elettori; malgrado la l. 25 maggio 1970, n. 352, nulla disponga in merito, deve infatti ritenersi che il positivo esito referendario incida anche su tali ulteriori norme.

In altri termini, l’abrogazione espressa dichiarata in esito all’accoglimento della domanda referendaria può produrre effetti con riguardo a quelle discipline legislative che, ancorché non oggetto del quesito, siano tuttavia strettamente connesse ad esso in quanto recanti norme contrastanti con la volontà abrogativa popolare.

Si è al cospetto in casi siffatti, con maggiore precisione, più che di un’abrogazione tacita conseguente, di una sopravvenuta inapplicabilità o inoperatività di disposizioni legislative collegate a quelle oggetto del quesito.

Spunti in tal senso si rinvengono anche nella giurisprudenza della Corte costituzionale laddove è stato sostenuto che “l’eventuale esito positivo dell’iniziativa referendaria … determina in modo automatico l’inoperatività” anche di “altre norme che si ricollegano, sul piano degli effetti pratici, a quelle oggetto del quesito” (sentenza 12 gennaio 1995, n. 3) o che, eliminata mediante referendum la possibilità di emettere certi provvedimenti a cui è collegato un onere tributario, “non può non discendere anche l’eliminazione dei relativi oneri, che verrebbero meno in ogni caso, ossia anche se non espressamente compresi nella richiesta di referendum” (sentenza 2 febbraio 1990, n. 63).

Si tratta, del resto, di esito interpretativo che pare alla Sezione in linea con quanto sostenuto dalla Corte costituzionale nel dichiarare ammissibile la richiesta di referendum popolare per l’abrogazione dell’art. 154, comma 1, d. lgs. 3 aprile 2006, n. 152.

La Corte, invero, con sentenza 26 gennaio 2011, 26, nel sostenere che “il quesito, benché formulato con la cosiddetta tecnica del ritaglio, presenta … i necessari caratteri della chiarezza, coerenza ed omogeneità“, ha evidenziato come sotteso al quesito fosse “chiaramente, la finalità di rendere estraneo alle logiche del profitto il governo e la gestione dell’acqua”, concludendo con la constatazione per cui “il quesito incorpora l’evidenza del fine intrinseco all’atto abrogativo, cioè la puntuale ratio che lo ispira (…), in quanto dall’inciso proposto per l’abrogazione è dato trarre con evidenza «una matrice razionalmente unitaria” (…).

Alla stregua delle esposte considerazioni, il D.M. 1° agosto 1996, limitatamente alla parte in cui considera il criterio dell’adeguatezza della remunerazione dell’investimento, ha avuto applicazione nel periodo compreso tra il 21 luglio e il 31 dicembre 2011 in contrasto con gli effetti del referendum del 12 e 13 giugno del 2011.

Di tanto l’Autorità -fermo il rispetto del complessivo ed articolato quadro normativo che, sul piano nazionale ed europeo, regolamenta i criteri di calcolo della tariffa, in specie imponendo che si assicuri la copertura dei costi- terrà conto, nell’esercizio dei poteri riconosciuti alla stessa e nello svolgimento dei conseguenti ed autonomi apprezzamenti tecnici, in sede di adozione dei nuovi provvedimenti tariffari.

P.Q.M.

La Sezione esprime il parere nei termini di cui in motivazione.

 

L’ESTENSORE IL PRESIDENTE

Roberto Garofoli Alessandro Pajno

 

 

IL SEGRETARIO

Tiziana Tomassini

ScreenHunter_248 Dec. 05 00.06

Continua a leggere

Pubblicato in Uncategorized | Contrassegnato , , , , , | 1 commento

Ilva (Taranto) . A proposito delle disposizioni urgenti (Dl. 3 dicembre 2012, n. 207 )

……..Le disposizioni urgenti del Governo in merito all’Ilva potrebbero compromettere decine di azioni legali dei cittadini in tutta Italia,
sarà la magistratura a difenderci?

ScreenHunter_254 Dec. 05 08.45

Ritengo opportuno fare un post sul decreto legge varato lunedi 3 dicembre su Ilva, il decreto “Salva Ilva” ( GU n. 282 del 3-12-2012) .

http://www.gazzettaufficiale.it/guridb/dispatcher?service=1&datagu=2012-12-03&task=dettaglio&numgu=282&redaz=012G0234&tmstp=1354670736552

Giusto ieri avevo condiviso questo video degli amici pugliesi del MoVimento 5 Stelle, Barbara Lezzi e Giovanni Vianello, un incontro di approfondimento su Ilva
(abbiate la pazienza di ascoltare attentamente Giovanni Vianello, a prescindere dalle interruzioni dei cittadini che fanno domande, è un incontro aperto)

http://www.youtube.com/watch?v=MbbRyyfOWJI&feature=share

in seguito al quale ricevo prontamente l’aggiornamento che vedete in testa, da facebook.

L’allarme diffuso dagli amici di Beppe Grillo Taranto è chiaro. Un decreto legge urgente è stato varato per impedire il blocco delle attività imposto dalle indagini in corso su Ilva. Le procedure giudiziarie sull’impianto, a Taranto come altrove, sono diventate il medium di difesa dei cittadini verso le reiterate inadempienze dei responsabili degli impianti simili a questo in merito a sicurezza dei lavoratori e salute loro e dei cittadini.
ScreenHunter_255 Dec. 05 10.21
A Taranto, come a Savona (diverse procedure in corso), cittadini , comitati , associazioni ambientaliste anche di portata nazionale (WWF; Medicina Democratica, …), ricorrono a procedure giudiziarie dopo decenni e comprovati danni di questi impianti, in seguito a totale o parziale inadempienza dei soggetti politici deputati alla difesa della Salute dei Cittadini (in sequenza: Sindaci, Province, Regioni, Parlamento) .

Mi urge ribadire quanto affermato di fronte ai sindacalisti a Cremona, durante un dibattito organizzato con i comitati locali, il Movimento 5 Stelle Cremona, la dr.ssa Patrizia Gentilini, in merito all’acciaieria Arvedi e alle emissioni di diossina: l’unico ostacolo per l’imprenditore a non mettere a norma questi impianti, a non prevenire i gravissimi danni ambientali, a permettere un sistema “lavoro” che garantisca la salute prima di operai e poi di cittadini e dell’ecosistema, è la scelta sistematica di NON SEQUESTRARE PARTE DEI PROFITTI per la messa a norma degli impianti e la loro tecnologizzazione , e la scelta sistematica di INVESTIRE IN PARTNERSHIP POLITICHE E MEDIATICHE (finanziamento a sponsor politici, giornali, quando non ne sono direttamente gli editori, vedi Repubblica per De Benedetti e Tirreno Power, la stessa Tirreno Power che con Sorgenia non è totalmente aliena a “soggetti ambientalisti” ben noti).
Questo perchè investire in sponsor è un contributo “una tantum”, mentre “modificare” il sistema produttivo comporta un rialzo del costo dell’unità produttiva, esso sia acciaio o KW prodotto; qui si parla ovviamente di non voler “condividere” e redistruibuire i benefici economici in utili collettivi, che sarebbe il vero significato di imprenditoria sostenibile e virtuosa (a torto spacciato per ideologia “verde”).

é marketing , Bellezza.

Notare che, come si dice nel video, la maggior parte di queste industrie sono industrie idrovore, e la loro presenza è causa di emissioni in aria, ma soprattutto in acqua, emissioni che compromettono fortemente tutto l’ecosistema immettendo sostanze che non potranno mai uscire definitivamente dal ciclo ambiente, dalla matrice ambientale, anche dopo bonifica (e dunque causare un danno indefinito nel tempo a agricoltura e salute, ambiente e animali). Caso eclatante la gestione dell’affaire Stoppani, una delle industrie oramai chiuse citate come sito internazionale di grave inquinamento ambientale (Cogoleto, cromo esavalente)

Tornando al DL , semplicemente il Governo ha deciso che per le industrie a importanza strategica nazionale, con un parametro semplice, la presenza di più di 200 dipendenti, si avvia una sospensione di 36 mesi dagli “stop” imposti alla produzione dalle indagini giudiziarie.

Dopo il Decreto Prodi, un altro provvedimento per bloccare l’estrema, faticosa difesa dei cittadini e dei comitati di fronte a questa situazione. Non è una questione di lavoro contro salute: è una questione di politica (legata alle lobbies della produzione) contro i cittadini, quegli stessi cittadini che lavorano, che vogliono cambiare rotta del sistema produttivo innescando un processo di ciclo virtuoso della produzione. Siamo molto lontani dal sistema di imprenditori virtuosi che condividono profitti  e modalità di gestione a fronte di elevata produttività. Si pretende che il cittadino si presti a subire, a pagare le tasse per sostenere una Sanità che rincorre le emergenze provocate da questi stessi impianti (oncologici in primis, ma non solo) , lavorare per fornire grandi profitti e disarmarlo da qualsiasi difesa possibile, senza contare che quando presta le soluzioni possibili alternative viene irriso e inascoltato.

Il testo del Decreto Legge l’ho linkato, leggetelo attentamente e giudicate Voi.

Quando poi, oltre alle cause, gli studi, le proposte, i cittadini scendono per vent’anni in piazza, si trovano a doversi contrapporre a soggetti non responsabili, mandati a reprimere. Lavoratori anch’essi. E non certo immuni da patologie….
ScreenHunter_256 Dec. 05 11.06
La prossima volta parliamo del REGISTRO DEI TUMORI.
Prestate attenzione all’approfondimento di Vianello su epidemiologia, acqua, ambiente…. merita un ciclo di conferenze.

Pubblicato in Uncategorized | Contrassegnato , , , , , , , , | 8 commenti